domenica 19 marzo 2017

Il Player Trading della Serie A 2015/16.



Luca Marotta


Nello schema di bilancio dei club inglesi, la gestione economica legata ai trasferimenti dei calciatori viene evidenziata separatamente, al fine di valutare se l'attività di “Player Trading”, riesca a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentati dagli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori stessi. Quindi, come attività di “Player Trading” si può considerare l’attività legata all’acquisto e alla cessione di calciatori, che dal punto di vista economico produce plusvalenze e/o minusvalenze, ricavi e/o costi per prestiti oltre ad altri ricavi e oneri accessori. Pertanto, obiettivo del Player Trading è quello di far fronte al costo degli ammortamenti della rosa calciatori, una specie di “autofinanziamento” dei diritti pluriennali.
Per quanto riguarda la peculiarità dei bilanci della Serie A italiana, fino al 2014/15, era opportuno far rientrare nel conteggio i proventi e gli oneri da compartecipazione ex articolo 102 bis NOIF. Tale caratteristica dei bilanci della Serie A, verrà meno dalla stagione sportiva 2015/16.
I limiti dei risultati che saranno oggetto di commento, sono rappresentati dal fatto che i dati non sono omogenei. Infatti, alcune società terminano l’esercizio il 31 dicembre e altre società il 30 giugno. Pertanto i bilanci che terminano il 31.12.2015 includono delle operazioni che fanno riferimento alla seconda parte della stagione sportiva 2014/15. Infine, le tre società quotate in borsa applicano i principi contabili internazionali e le altre i principi contabili nazionali.

La “Teledipendenza” del calcio italiano, i ricavi da gare trascurabili, la presenza di ricavi commerciali che al confronto degli altri club europei sono “poca cosa”, determinano l’importanza dell’attività del Player Trading, che tuttavia a livello sistemico, per il 2015/16, ha fallito di poco il suo obiettivo, perché non è riuscita a coprire del tutto i costi annuali dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.

In sintesi, gli ammortamenti pari a € 425,8 milioni, hanno prevalso di 15,9 milioni sul risultato netto della gestione economica dei diritti dei calciatori, pari a € 409,9 milioni.

I Proventi da gestione diritti calciatori

I componenti economici positivi sono: le plusvalenze, i ricavi da cessione temporanea, gli altri ricavi derivanti dalla gestione economica dei calciatori, i proventi da compartecipazione ex art. 102 bis delle NOIF (per le società che hanno redatto il bilancio al 31.12.2016, che fa riferimento alla seconda parte della stagione sportiva 2014/15).

 


Il totale complessivo di tutta la Serie A, per quanto riguarda la classifica dei Proventi da gestione diritti calciatori derivante dal Trasferimento dei Calciatori, ammonta a € 448,5 milioni. Le plusvalenze totali sono state pari a € 376 milioni. I ricavi da cessioni temporanee calciatori compresi gli altri proventi ammontano complessivamente a € 58 milioni. I proventi da compartecipazione ex art. 102 bis delle NOIF sono stati pari a circa € 14,5 milioni.

Al primo posto, per quanto riguarda la classifica dei Proventi da gestione diritti calciatori derivanti dalle operazioni di trasferimento, troviamo la Roma con 91,6 milioni, seguita dalla Juventus con € 46,4 milioni, dal Genoa con 40,3 milioni, però con un dato riferito all’anno solare 2015, che comprende anche proventi da compartecipazione. Al quarto posto si trova l’Inter con € 39,1 milioni, che beneficia della plusvalenza di Kovacic. Il quinto posto è occupato dalla Fiorentina con € 34,5 milioni, con il dato dell’anno solare 2015, che beneficia della plusvalenza di Cuadrado (Chelsea).

La Roma occupa il primo posto grazie alle plusvalenze di Romagnoli Alessio (Milan) per € 23.864.000; Yanga Mbiwa Mapou (Olimpique Lyonnais) per € 664.000; Destro Mattia (Bologna) per € 4.407.000; Gervais Yao Kouassi (Hebei Fortune) per € 12.506.000; Mazzitelli Luca (Sassuolo) per € 3.500.000; Ndoj Emanuele (Brescia) per € 1.200.000; Somma Michele (Brescia) per € 1.800.000; Pjanic Miralem
(Juventus) per € 28.272.000; Politano Matteo (Sassuolo) per € 1.098.000; Vestenicky Thomas (Cracovia) per € 166.000.
La Juventus, rispetto ad altri anni registra un miglioramento nella classifica occupando il secondo posto.
Le plusvalenze registrate nel 2015/16 hanno riguardato la cessione di Vidal, che ha generato una plusvalenza di € 30,9 milioni e Ogbonna, che ha generato una plusvalenza di € 1,4 milioni

Per quanto riguarda il Genoa, le plusvalenze realizzate sono pari a € 30,88 milioni ed hanno riguardo: Andrea Bertolacci, ceduto alla Roma per € 17 milioni, con una plusvalenza di € 15.861.016; Iago Falque ceduto alla Roma per € 7 milioni, con una plusvalenza di € 5.787.300; Matteo Fianchetti ceduto all’Hellas Verona per € 3.500.000, con una plusvalenza di pari importo; Antonelli Luca ceduto al Milan per € 4.500.000, con una plusvalenza di € 2.213.333; Pinella ceduto all’Atalanta per € 2 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Ragusa Antonino ceduto al Cesena per € 2,5 milioni con una plusvalenza di € 1.050.000. I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori aumentano da € 853 mila a € 2,2 milioni. L’importo maggiore riguarda Iago Falque (AS Roma), per € 1.000.000. Il prestito di Mandragora al Pescara, nel 2015, ha fruttato 100.000 Euro. Trattandosi di un bilancio che si è chiuso il 31.12.2015, evidenzia proventi da compartecipazione: la risoluzione della compartecipazione di Luka Krajnc col Cesena ha comportato un provento finanziario di € 2.100.000, quella di Tommasone con l’Inter € 850.000.
L’Inter evidenzia plusvalenze per € 34.092.618 (€20.668.140 nel 2014-15), che hanno un’incidenza sul valore della produzione del 14,12%. Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 21,3 milioni è stato Mateo Kovacic, ceduto per € 29 milioni al Real Madrid. Le altre plusvalenze di rilievo riguardano: per € 8,739.000 quella di Fredy Guarin, ceduto allo Shangai Greenland Shenhua alla cifra di € 12 milioni; per € 1.599.000 quella di Botta, ceduto al CF Pechuca per € 1,8 milioni.
Sampdoria, Sassuolo, Atalanta e Torino hanno superato la soglia dei 20 milioni di Euro di ricavi derivanti dalla gestione economica dei trasferimenti dei calciatori.
Il Chievo con 19,6 milioni di Euro, ne è rimasto al di sotto. La plusvalenza più importante del Chievo è stata quella di Paloschi (Swansea) per € 5.978.000.

Il Sassuolo si piazza al settimo posto con 26,6 milioni di Euro. Il bilancio del Sassuolo 2015, che fa riferimento all’anno solare, contiene un provento da compartecipazione relativo alla stagione sportiva 2014/15, che si riferisce al calciatore Berardi.
L’Udinese, si trova al tredicesimo posto con € 13,17 milioni e con le plusvalenze di Douglas dos Santos Justino de Melo Clube (Atletico Mineiro) per € 1.544.855,16; Edinaldo Gomes Pereira (Sporting Clube de Portugal) per  € 2.401.237,64; Valerio Verre (Delfino Pescara 1936) per  € 3.719.500.
Il Napoli, si trova al quattordicesimo posto con € 11,2 milioni di plusvalenze La plusvalenza più elevata è stata di Euro 4.981.513 ed ha riguardato la cessione di Edu Vargas, seguita da quella di Inler per € 3.534.783.


Gli Oneri da gestione diritti calciatori

I componenti economici negativi comprendono: le minusvalenze, gli oneri da cessione temporanea, gli altri oneri da gestione calciatori e gli oneri da compartecipazione ex art. 102 bis NOIF. Nel 2013/14, per la Serie A, tali componenti negativi di reddito ammontano complessivamente a 130,3 milioni di Euro.

 


Le minusvalenze complessive sono state pari a € 31,5 milioni e gli oneri da acquisizioni temporanee calciatori, compresi gli altri oneri, ammontano complessivamente a € 80,5 milioni. Gli oneri da compartecipazione ex art. 102 bis delle NOIF sono pari a € 18,3 milioni.
Al primo posto, per quanto riguarda la classifica degli Oneri da gestione diritti calciatori derivanti dalle operazioni di trasferimento, si trova la Roma con 27,5 milioni di Euro. Il Genoa occupa il secondo posto con € 20,9 milioni, con dati riguardanti l’anno solare 2016, seguito dall’Inter con 16,1 milioni di Euro e dalla Sampdoria con € 12,15 milioni. La Juventus è quinta con 10,9 milioni. Il Napoli è diciassettesimo con € 588 mila Euro.
Delle prime cinque squadre classificate ai primi posti nella classifica dei proventi, risultano solo Roma, Genoa, Inter e Juventus tra le prime cinque classificate per importo degli oneri.
La Fiorentina da quinta nella classifica dei proventi, diventa ottava nella classifica degli oneri, ciò sta a significare che ha beneficiato maggiormente dei ricavi rispetto alle altre squadre.

In ogni caso, il dato delle minusvalenze sta a significare che esiste una componente di rischio nel Player Trading, legata alla movimentazione dei calciatori, che in alcuni casi non determina i risultati sperati. Oppure in alcuni casi si opera a caso con la “Legge dei Grandi Numeri”.

In tale classifica la Juventus occupa il quinto posto con 10,69 milioni di Euro e la maggior parte riguarda gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati, pari a € 4.668.000 e oneri per acquisto temporaneo calciatori per € 3.648.000.
Come consuetudine, ormai, Il club che ha registrato minori oneri è la Lazio.

Da notare che per quanto riguarda gli oneri da compartecipazione il Genoa occupa il primo posto con 9,46 milioni di Euro, perché tradizionalmente operava con tale strumento.
La Roma ha speso molto per l’acquisto temporaneo di calciatori e gli altri oneri della gestione. In particolare, gli Altri oneri della gestione calciatori, pari a 7,9 milioni di euro, sono relativi a bonus riconosciuti in relazione ai contratti di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori e si compongono, per 5.77 milioni di euro, di bonus a società di calcio ed intermediari sportivi, e, per 2,14 milioni di euro, da commissioni riconosciute ad intermediari sportivi. Gli Oneri per acquisizioni temporanee della Roma, pari a € 16.913.000riguardano: Ucan, per € 2,37 milioni; Ibarbo (Cagliari), per 5 milioni di euro; Sadiq (Spezia), per 350 mila euro; Gyomber (Catania), per 1 milione di euro; Nura (Spezia), per 350 mila euro; Digne (Paris Sant Germain), per 2,4 milioni di euro; Rudiger (Stuttgard), per 3.9 milioni di euro; Falque (Genoa), per 140 mila euro ed El Shaarawy (Milan), per 1.4 milioni di euro.

La Sampdoria mostra le minusvalenze più elevate, che risultano pari a € 7,59 milioni. La principale minusvalenza è stata quella determinata dalla rescissione di Bergessio per € 1.891.000.

Il bilancio del Genoa evidenzia minusvalenze derivanti da cessione diritti pluriennali pari a € 6.481.017 (€ 2.356.043 nel 2014). L’importo maggiore riguarda la cessione di Luka Krajnc al Cagliario, ceduto per € 1.750.000, con una minusvalenza di € 3.250.000. La cessione di Kucka al Milan per € 3.000.000, ha determinato una minusvalenza di € 250.000. Inoltre, tra gli oneri da compartecipazione, pari a € 9.465.000, spiccano: Andrea Bertolacci (AS Roma) per € 7,5 milioni; Ragusa Antonino (Pescara) per € 775.000 e Ventre (Inter) per € 920.000.



La Gestione Operativa Netta Trasferimento Calciatori.

La Gestione Operativa Netta derivante dal Trasferimento dei Calciatori è determinata dalla differenza tra i componenti economici positivi e componenti economici negativi e risulta positiva per € 318,16 milioni.

 


Al primo posto, per quanto riguarda la classifica della Gestione Operativa Netta derivante dal Trasferimento dei Calciatori, troviamoli la Roma con un risultato positivo di 64,16 milioni di Euro.
Al secondo posto troviamo la Juventus con 35,46 milioni di Euro. La Fiorentina occupa il terzo posto con 28,4 milioni di Euro e al quarto posto si piazza il Sassuolo con 26,16 milioni di Euro che supera l’Inter, nonostante la plusvalenza di Kovacic. L’Atalanta è sesta con 22,8 milioni di Euro.
Genoa, Sampdoria e Torino e Chievo si collocano al di sotto dei 20 milioni di Euro, ma al di sopra della soglia dei 15 milioni di Euro.
Meno brillante, rispetto agli altri anni è il risultato dell’Udinese, al dodicesimo posto, con un risultato positivo di circa € 13,7 milioni. Il Milan occupa il penultimo poso con un risultato negativo.

Gli ammortamenti.

Gli ammortamenti rappresentano il costo annuale del cartellino dei calciatori, che in genere viene ripartito per la durata del contratto.
A livello sistemico la Serie A registra un ammontare complessivo di ammortamenti pari a circa 434,2 milioni di Euro.
In linea teorica ai primi posti dovremmo trovare i grandi club, che hanno una rosa di campioni con un valore contabile notevole.
In effetti, in tale classifica, ai primi tre posti ritroviamo le squadre in ordine di posizione in campionato: la Juventus con € 67 milioni, il Napoli con € 50,12 milioni, la Roma con € 46,48 milioni.
Il Milan con € 46 milioni (anno solare 2016) risulta quarto e l’Inter (2015/16) risulta quinta con 38,9 milioni di Euro. Subito dopo a ridosso delle prime cinque “grandi”, al sesto posto, per ammontare complessivo di ammortamenti, troviamo la Fiorentina con 27,1 milioni di Euro.
Occorre dire che il Napoli è penalizzato dall’applicazione delle aliquote di ammortamento decrescenti, ma ha pur sempre una rosa calciatori importanti e che è costata molto. Invero, anche l’Udinese che registra ammortamenti pari a26,12 milioni di Euro ha adottato il metodo delle aliquote di ammortamento decrescenti.
Agli ultimi posti, ad eccezione dell’Empoli, che ha disputato un buon campionato, risultano presenti squadre che sono retrocesse in Serie B.
Hellas Verona occupa il quartultimo posto con 5,7 milioni di Euro; il Carpi il terzultimo posto con 2,8 milioni di Euro ed il Frosinone l’ultimo posto con 287 mila Euro.

  


Il risultato del Player Trading

Il risultato del Player Trading a livello sistemico è negativo per € 116 milioni. Tale dato sta a significare che la Serie A non riesce a coprire i costi annuali dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori con il risultato netto della gestione economica dei diritti stessi.

  


La classifica del Player trading vede la Roma al primo posto con € 17,68 milioni, ovviamente anche grazie alla plusvalenza di Pjanic, registrata nel 2015/16.
Al secondo posto si colloca l’Empoli con € 11,7 milioni di risultato positivo.
Il Sassuolo con un risultato positivo di € 11,4 milioni è terzo. L’Atalanta è quarta con circa 10,8 milioni di Euro. Il Torino è sesto con 5,2 milioni di Euro.
Ben 11 club presentano un risultato negativo, tra cui: Frosinone, Sampdoria, Carpi, Palermo, Udinese, Lazio, Inter, Bologna, Juventus, Napoli e Milan.
La Juventus è diciottesima con un risultato negativo di € 31,6 milioni. Il Napoli è penultimo con un risultato negativo di € 39,5 milioni. L’ultimo posto è occupato dal Milan, con un risultato negativo di 48,16 milioni.

Il 2015/16 non è stato un buon anno per l’Udinese, che occupa il quattordicesimo posto. Il non eccellente risultato del player trading, rispetto agli anni precedenti, ha contribuito alla evidenziazione nel bilancio 2015/16, di una perdita per € 27 milioni. Negli anni precedenti, il risultato dell’attività di player trading è stato fondamentale per l’evidenziazione di utili e anche per la costruzione dello stadio.

Conclusioni.

Nel 2015/16, forse a causa dell’abolizione del meccanismo delle compartecipazioni, sembra che si sia fatto maggior ricorso al meccanismo delle cessioni temporanee.
Si può prevedere che la stagione sportiva 2015/16 risulterà meno brillante rispetto alla stagione sportiva 2016/17, che evidenzierà le maxi plusvalenze di Pogba da parte della Juventus e di Higuain da parte del Napoli.
Ovviamente, un campionato che vuol diventare un “prodotto televisivo” attraente, cerca di attirare i grandi campioni e non fa leva principalmente sul Player Trading per finanziarsi. Per risultare “virtuoso” e “proficuo”, il risultato del Player Trading deve essere il frutto di investimenti nei settori giovanili dei club, che formano i futuri campioni, con un valore di mercato elevato, che determina plusvalenze importanti.


sabato 18 marzo 2017

Il Fatturato Netto della Serie A 2015/16.




Luca Marotta


Il fatturato netto della Serie A 2015-16 risulta pari a 1,93 miliardi di Euro.
Per Fatturato netto si intende i ricavi al netto dei Proventi economici da gestione diritti calciatori derivante dal Trasferimento degli stessi (ossia plusvalenze, prestiti e altri proventi da gestione calciatori) e degli storni per la capitalizzazione dei costi del vivaio.



Il fatturato e il rendimento sportivo.

La Tesi secondo la quale il fatturato determina il risultato sportivo, dovrebbe prefigurare una classifica del campionato che sia riflesso della classifica del fatturato.  Tale circostanza nel 2015/16 si è verificata solo per tre club ossia: Juventus, Inter e Genoa, la cui posizione in campionato risulta uguale alla graduatoria del fatturato.




La ripartizione percentuale.

La ripartizione percentuale mostra la dipendenza dai diritti TV per il 60%, dai ricavi commerciali per il 19,3%, dai ricavi da gare per il 10,5% e dagli altri ricavi per il 10,1%.



L’unico club che non evidenzia il prevalere, in misura percentuale, dei ricavi per diritti TV è il Sassuolo. Infatti, per il Sassuolo prevale la dipendenza dai ricavi commerciali per il 45,4% sull’incidenza percentuale dei diritti TV pari al 42,8%. Tale dipendenza dai ricavi commerciali è dovuta alla sponsorizzazione “Mapei”.
Per tutti gli altri club prevale l’incidenza percentuale dei ricavi per cessione di diritti televisivi.




Il club che dipende in misura percentuale maggiore dai ricavi TV è l’Empoli con l’86%, seguito dal Chievo col 76,6%, dal Carpi col 74,2% e dalla Lazio col 74%.
Per quanto riguarda l’incidenza percentuale dei ricavi televisivi, i club che si collocano al di sotto della media del 30% sono quattro, precisamente: Juventus col 57,1%; Milan col 40,2%; Inter col 40,1% e Sassuolo col 42,8%.
Il club che evidenzia la percentuale maggiore per i ricavi commerciali è, come detto, il Sassuolo col 45,4% seguito dal Milan col 39,6% e dalla Juventus col 24,5%.

I ricavi da Gare.

Il dato complessivo dei ricavi da Gare è di 203,7 milioni di Euro, pari al 10,5% del fatturato netto complessivo.
Il club col maggior importo di ricavi da Gare è la Juventus, con 43,6 milioni di Euro, molto probabilmente tale dato è frutto della combinazione del fattore stadio e dei risultati sportivi, che hanno permesso di disputare anche gare da Champions League. Il dato di AS Roma, rispetto al dato di bilancio è depurato degli importi relativi alla performance delle competizioni Europee, che nei bilanci delle altre società di calcio è allocato tra i diritti televisivi, pertanto include solo i ricavi da botteghino di Champions League. In ogni caso, AS Roma si colloca al secondo posto con 31,6 milioni di Euro, seguita dall’Inter con 26,3 milioni di Euro, dal Milan con 16,7 milioni di Euro, dal Napoli con 15,3 milioni di Euro e dalla Fiorentina con 13,4 milioni di Euro. Ben 13 club non raggiungono i 10 milioni di Euro. L’Empoli si colloca all’ultimo posto con 1,7 milioni di Euro.

 
      
Ricavi Commerciali.

Il dato complessivo dei ricavi Commerciali è di 373 milioni di Euro, pari al 19,3% del fatturato netto complessivo.
Nel 2015/16, la Juventus con 83,5 milioni di Euro precede il Milan con 82,75 milioni di Euro. Negli anni precedenti il Milan, tradizionalmente guidava la classifica con grande distacco sulle altre società. L’aumento dei ricavi commerciali della Juventus è da imputare ai nuovi contratti con JEEP e “adidas”, oltre che all’internalizzazione dei Ricavi da vendite di prodotti e licenze, che negli anni precedenti erano esternalizzati.




Ricavi TV.

La ripartizione dei proventi della cessione dei diritti audiovisivi della serie A è regolata dal D.Lgs n. 9 del 9 gennaio 2008, che attribuisce ai club una quota in parti uguali; un’altra quota in base al bacino d’utenza e un’altra in base ai risultati sportivi.
Per i ricavi televisivi nazionali prevale la Juventus seguita dalla Roma, dal Milan, dal Napoli, dall’Inter e dalla Lazio. Nel 2015/16 Juventus e Roma beneficiano dei proventi da Champions League. La Lazio, che aveva già anticipato al 2014/15 i proventi per il play-off di Champions League 2015/16, il Napoli, la Fiorentina e il Torino evidenziano proventi da Europa League.
La Sampdoria era stata eliminata al turno preliminare di Europa League.

 


Per quanto riguarda la Lazzio, occorre evidenziare, che nel 2014/15 aveva già contabilizzato alcuni proventi per competizioni europee per l’importo di Euro 20,99 milioni. Precisamente la Lazio ha contabilizzato nel 2014/15: Euro 3 milioni per l’eliminazione dai play-off della Champions League 2015/16; Euro 11 milioni quale quota di market-pool spettante per la partecipazione al preliminare della Champions League 2015/16; Euro 2,40 milioni per aver conseguito il diritto di accedere al group stage della Europa League 2015/16; Euro 4,59 milioni quale quota spettante alla Società del primo 50% del market pool della Europa League 2015/16 spettante alle tre società italiane.
Nel caso della Fiorentina l’importo dei ricavi TV da competizioni europee è un dato di stima.
Gli ultimi due posti sono occupati da squadre retrocesse,

Gli Altri Ricavi.

Per gli altri ricavi spicca l’Inter con 44,7 milioni di Euro. Nel caso dell’Inter gli Altri ricavi e proventi diversi riguardano sopravvenienze attive e insussistenze del passivo per 18,3 milioni di Euro. Inoltre gli Altri ricavi comprendono: il provento relativo al "Surplus Market pool e Fixed Amount" legato alla Europa League disputata nel 2014/2015 e anche i proventi relativi ai diritti d’archivio RAI-Infront, per 10,56 milioni di Euro.
Per il Milan gli altri ricavi ammontano a 22.6 milioni di Euro e comprendono i corrispettivi rivenienti dalla concessione a terzi del diritto di sfruttamento delle immagini delle partite casalinghe di A.C. Milan relative a specifiche stagioni sportive (c.d. “Library Milan”) per 9,1 milioni di Euro. Inoltre, sono compresi € 5.655.000 quali proventi rinvenienti dalla fatturazione ad un primario partner commerciale ed € 5 milioni a titolo di utilizzo del fondo rischi per la quota di oneri di competenza dell’esercizio 2015 relativa a personale tecnico “esonerato”, accantonata nel precedente esercizio

 


Nel caso della Juventus, gli altri ricavi pari a € 19,4 milioni, riguardano sopravvenienze attive, per € 1.793.000, che includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2014/2015. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Club Doc” per € 6.340.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A per €  2.167.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio aumentano per € 3.655.000.
  
Conclusioni.

Un fatturato di 1,93 milardi di Euro si pone di poco al di sopra della "Ligue 1", che nel 2015/16 ha fatturato 1,62 miliardi. Il confronto con la Premier League non è proponibile.
La situazione del Fatturato netto della serie A continua a manifestare una forte dipendenza dai ricavi televisivi. Tale circostanza non è di per sè negativa, tuttavia richiede che il "prodotto televisivo Serie A” sia venduto bene e che la domanda del prodotto goda di buona salute economica. In effetti, il "boom" del fatturato della Premier dipende dai diritti TV. Tuttavia, i ricavi commerciali e da match day costituiscono una solida base su cui contare in caso di improvvisa crisi del mercato televisivo. Non altrettanto può dirsi per la "Serie A".


giovedì 16 marzo 2017

A.S. MONACO 2015/16: Martial e Kondogbia portano il risultato in pareggio.




Luca Marotta


La società “Association Sportive de Monaco Football Club SA” è una “société anonyme” di Diritto Monegasco.
Dal 2011, il Presidente del consiglio di Amministrazione è Dmitry Rybolovlev.
La S.A. ha un’associazione di supporto e il rapporto tra associazione e SA è oggetto di apposita convenzione.
Il Presidente dell’Association è Michel AUBERY.
AS Monaco è la squadra di calcio del Principato di Monaco dal 1919 ed è affiliata alla Federazione Francese di Calcio.
Nel 2015/16 ha partecipato alla “Ligue 1” e alla UEFA Europa League.

Dal punto di vista sportivo, nel 2015/16, il club di calcio “AS Monaco” è arrivato terzo con 65 punti in “Ligue 1” e ha raggiunto l'obiettivo della qualificazione per i “play-offs” della Champions League 2016/17; è stato eliminato dal Valencia ai “play-offs” della Champions League 2015/16 e ha partecipato alla UEFA Europa League.

Di seguito si farà riferimento ai dati di bilancio 2015/16 pubblicati dalla Ligue de Football Professionnel, che sono un aggregato del bilancio di A.S. MONACO F.C. S.A. e dell’Association.

La Gestione Economica.

La gestione economica pur evidenziando dei risultati netti vicino al pareggio, mostra, nel corso degli anni, una gestione che, negli ultimi due esercizi, dipende dalla plusvalenze.

 


Il Fatturato.

Il fatturato al 30/06/2016, con esclusione delle plusvalenze, è stato pari a € 77,2 milioni (€ 117,4 milioni nel 2014/15) e segna un decremento di circa € 40,2 milioni pari ad un calo percentuale del 34,2%. La diminuzione di fatturato è ascrivibile alla differenza di ricavi esistente tra partecipazione alla UEFA Europa League nel 2015/16 e alla partecipazione alla UEFA Champions League nel 2014/15 che fruttò 52,4 milioni di Euro.
La composizione del fatturato netto mostra ricavi per cessione diritti televisivi per 45 milioni (€ 80,3 milioni nel 2014/15), con un’incidenza del 38%, di cui 16,9 milioni per competizioni UEFA; 27,7 milioni per la partecipazione alla “Ligue 1” e 0,4 milioni per altri diritti televisivi.
Secondo il comunicato UEFA riguardante la distribuzione dei proventi da Champions League 2015/16 al Monaco spettano 10.178.000; mentre per l’Europa League 2015/16 spettano 6.714.183 Euro.

I ricavi da sponsor e pubblicità ammontano a 15 milioni di Euro (€ 15,8 milioni nel 2014/15), con un’incidenza del 19,5% sul fatturato netto.
I ricavi da gare risultano pari a 3,6 milioni di Euro (€ 7,16 milioni nel 2014/15), con un’incidenza del 4,6%.
Gli altri ricavi ammontano a 13,57 milioni (€ 14,21 milioni nel 2014/15) e mostrano un’incidenza del 17,6% sul fatturato netto.

Il grafico seguente mostra come vi sia stata una forte correlazione tra aumento del fatturato e aumento dei ricavi commerciali almeno fino al 2013/14; mentre, dal 2014/15 il fatturato netto sembra dipendere dai diritti TV.

 



Il Player Trading.



Il Risultato del Player Trading, nel 2015/16, risulta positivo per 40,2 milioni di Euro. In quanto la differenza positiva del risultato economico della gestione calciatori pari a 91,14 milioni di Euro è riuscita a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti, pari a 50,9 milioni di Euro. Da notare che nel 2013/14 si era intrapresa un’altra filosofia gestionale, ossia quella del non badare a spese per l’acquisto di calciatori.

Il risultato positivo della gestione economica dei calciatori è dovuto alle cessioni importanti di Anthony Martial (Manchester United);  Geoffrey Kondogbia (FC Internazionale); Layvin Kurzawa (FC Paris Saint-Germain); Aymen Abdennour (Valencia CF); Yannick Carrasco    (Atlético de Madrid   ) e Lucas Ocampos (Olympique Marsiglia).

I Costi.

Il totale dei costi operativi è stato pari a 160,48 milioni (€ 155,63 milioni nel 2014/15) e risulta in diminuzione di 4,8 milioni, segnando un 3,1% in meno rispetto al 2014/15.
Il costo del personale è stato pari a € 82,48 milioni, con un’incidenza sul fatturato senza plusvalenze del 106,8%. Nel 2014/15 il costo del personale era pari a € 84,25 milioni ed aveva un’incidenza sul fatturato senza plusvalenze del 71,7%.
Gli ammortamenti sono stati pari a € 50,9 milioni e registrano un incremento di € 7,4 milioni.
Gli altri costi sono stati pari a 27 milioni, mentre nel 2014/15 erano pari a 27,8 milioni di Euro.

Il risultato operativo, senza il saldo economico determinato dai trasferimenti calciatori, è negativo per 83,26 milioni, mentre nel 2014/15 era negativo per € 38,2 milioni.
Il saldo economico determinato dai trasferimenti calciatori è positivo per € 91,1 milioni (€ 43,1 milioni nel 2014/15). Sono state importanti le cessioni di Martial e Kondogbia.
La gestione finanziaria è stata positiva per 678 mila Euro.
La gestione straordinaria ha registrato un saldo negativo di 8,56 milioni, mentre nel 2014/15 era negativa per 1,76 milioni di Euro.
Il risultato dell’esercizio segna un valore di poco negativo per Euro 10 mila.
Come nel 2014/15, non sono evidenziate imposte sul reddito, pertanto la perdita netta resta di 76 mila Euro.

Il Valore della Rosa.
Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 127,57 milioni, mentre nel 2014/15 erano pari a € 112,27 milioni. Il valore contabile netto della Rosa calciatori rappresenta il 44,2% dell’attivo.
I principali investimenti per l’esercizio 2015/16 hanno riguardato l’acquisto dei seguenti calciatori: Ivan Cavaleiro (Benfica Lisbona); Adama Traoré (LOSC Lille); Rony Lopes (Manchester City) Jemerson (Clube Atlético Mineiro); Gabriel Boschilia (São Paulo Futebol Clube); Guido Carrillo (Estudiantes de La Plata); Fabinho (Rio Ave FC); Vágner Love (SC Corinthians).

Le altre immobilizzazioni risultano pari a € 5,6 milioni e registrano un aumento di € 477 mila.

 


Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, al 30 giugno 2016, è positivo per € 1.501.000 e risulta in diminuzione di 10 mila Euro. La variazione è dipesa dalla piccola perdita di esercizio. Il patrimonio netto finanzia solo lo 0,5% dell’attivo, che è pari a € 288,46 milioni.
Molto importante, come fonte di finanziamento, è il finanziamento soci, che è pari a € 149,76 milioni e che finanzia il 51,9% dell’attivo.
Il rapporto tra patrimonio netto aumentato del finanziamento soci e l’importo dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 1,19. Ciò sta a significare che gli investimenti in calciatori sono interamente coperti con mezzi propri.

La Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta pur essendo negativa per € 155,5 milioni è determinata prevalentemente dal finanziamento soci. Infatti, i debiti finanziari sono pari a Euro 23,5 milioni.
Le disponibilità liquide, pari a € 17,8 milioni, rappresentano il 6,2% dell’attivo.
I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 60,83 milioni (€ 19,99 milioni nel 2014/15).
I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 86,88 milioni e, pertanto, il saldo tra crediti e debiti da trasferimento calciatori è positivo per € 26 milioni.
Ai fini del Financial Fair Play, bisogna considerare la posizione finanziaria netta aumentata del saldo tra crediti e debiti verso club. L’importo risultante è negativo per € 129,44 milioni, comunque è al di sopra del fatturato netto.

Il Problema del Fair Play Finanziario

L'8 maggio il 2015, il Club monegasco ha stipulato un accordo transattivo con l’UEFA per il Fair Play Finanziario.
L’accordo riguarda le stagioni sportive 2015-16, 2016-17 e 2017-18.
La società “AS Monaco Football Club SA” si è impegnata a rispettare i livelli di deficit permessi dal “Financial Fair Play” al termine della stagione 2017-18.
Inoltre, AS Monaco si è impegnata a registrare un deficit massimo di € 15 milioni per l'anno fiscale 2015 e per il 2016, per poi tornare in pareggio per il bilancio 2017.
AS Monaco ha accetta la limitazione del numero di 22 giocatori registrati nelle competizioni europee per la stagione 2015-16. In ogni caso, AS Monaco è soggetto ad un ricalcolo sulla restrizione giocatori registrati in competizioni europee nel periodo, in base ai livelli di deficit presentati dal club.
AS Monaco si impegnata a pagare una multa fino a 13 milioni di Euro, di cui Euro 3 milioni da pagare subito. I restanti € 10 milioni sono condizionati e potranno richiesti in base ai risultati finanziari del club.

Conclusioni


L’AS Monaco ha fatto di necessità virtù. Il ridimensionamento del club dovuto anche a delle problematiche del suo “mecenate russo”, ha costretto a procedere alla vendita di alcuni pezzi pregiati, determinando un risultato economico in sostanziale pareggio. Dal punto di vista sportivo il club ha continuato nel suo percorso, in modo soddisfacente ed ha continuato a mettere in mostra giovani calciatori molto interessanti come Kylian Mbappé.

sabato 11 marzo 2017

Leicester City bilancio 2015/16: trionfo in Premier con un fatturato di £ 128,7 milioni ed un utile di £ 20 milioni.



Luca Marotta


Il bilancio di esercizio, al 31 maggio 2016, di “Leicester City Football Club Limited” evidenzia un utile netto di £ 20.062.000, pari a circa € 26,33 milioni, ad un cambio € 1 = £ 0,7618. L’utile prima delle imposte è stato di £ 16.365.000; mentre, l’esercizio precedente, si era chiuso con utile netto di £ 31.153.000 in base ai principi contabili UK GAAP e £ 31.050.000 con la riclassificazione in base ai principi contabili FRS 102. Per il Leicester, la “storica” stagione 2015/16, è stata caratterizzata anche da un fatturato record pari a £ 128,7 milioni (£ 104,4 milioni nel 2014/15), pari a circa € 168,9 milioni, conseguenza anche dell’aumento dei ricavi media per la posizione in classifica.
La crescita del fatturato è dovuta principalmente all’incremento dei ricavi TV per la vittoria in Premer League.

La stagione sportiva 2015/16 è stata caratterizzata dallo “storico”, quanto “inaspettato”, successo in Premier League con 81 punti, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi dell’UEFA Champions League 2016/17.  Nell’esercizio precedente il Leicester aveva conseguito il quattordicesimo posto in, con 41 punti.

Gli Amministratori hanno voluto sottolineare che vincere la Premier League con 10 punti di vantaggio sulla seconda, pur avendo un budget meno della metà dei club che storicamente si contendono la vittoria in ​​campionato è un risultato senza precedenti nella storia della Premier League. Sempre secondo gli Amministratori, anche i tifosi hanno contribuito al successo del titolo più inaspettato nella storia del calcio inglese. La vittoria in Premier League ha aumentato la popolarità e la portata internazionale del club in modo significativo, ottenendo l'opportunità di lottare per le competizioni europee.

Il Gruppo.

La società “King Power International Limited” controlla “Leicester City Football Club Limited”.
A sua volta, la società controllante, che è registrata in Thailandia, è controllata dalla società “V&A Holdings Company Limited” sempre registrata in Thailandia.
Il proprietario beneficiario di “V&A Holdings Company Limited” è la famiglia Srivaddhanaprabha.

La Continuità Aziendale (Going Concern).

Nel corso dell'esercizio 2015/16 la Società ha dimostrato di essere profittevole e di produrre flussi di cassa positivi e con la vittoria in Premier League e il diritto di partecipare alla Champions League per la stagione 2016/17.
Gli Amministratori prevedono che il Club continuerà ad essere profittevole e a produrre flussi di cassa positivi anche nel corso dell'esercizio 2016/17.
Tuttavia, la società evidenzia passività correnti nette a fine esercizio per £ 22.240.000.
Nel considerare l'adeguatezza del presupposto della continuità aziendale per la redazione del presente bilancio, gli amministratori hanno considerato le esigenze di capitale circolante della Società per il breve, medio e lungo termine.

Gli amministratori hanno quindi la ragionevole aspettativa che la Società sarà in grado di onorare gli impegni finanziari per il prossimo futuro, e per questo continuano ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.

La Transizione agli FRS 102

La transizione dai princìpi contabili UK GAAP ai princìpi contabili FRS 102 ha comportato la rideterminazione dei valori del Patrimonio Netto al 31 maggio 2014 e 31 maggio 2015, come illustrato nella figura tratta dal bilancio consolidato 2015/16 di Leicester City Football Club Limited. Il 31 maggio 2014 il patrimonio netto si riduce da £ 16.290.000 a £ 10.905.000. Il maggio 2015 il patrimonio netto si riduce da £ 47.443.000 a £ 42.046.000.


Al 31 maggio 2015, la transizione agli FRS102 ha comportato la variazione della riserva riguardante gli utili e perdite portate a nuovo per £ 5.397.000.
Tale variazione per l’importo di £ 103.000 è dovuta alla variazione del risultato dell’esercizio; per £ 5.255.000 all’imputazione dell’effetto dovuto all’evidenziazione delle imposte differite e per £ 34.000 all’effetto della rivalutazione e della rettifica al ‘fair value’ delle immobilizzazioni immateriali.

La Struttura Patrimoniale



Il totale dell’attivo è aumentato da £ 112,12 milioni a £ 169,92 milioni ed è finanziato con i mezzi propri per il 36,8% e con i mezzi di terzi per il 63,2%.
Le immobilizzazioni immateriali pari a £ 40 milioni, incidono per il 23,5% sul totale dell’attivo e riguardano essenzialmente il valore dei diritti pluriennali netti alle prestazioni dei calciatori.
Le immobilizzazioni materiali sono pari a £ 53,5 milioni (£ 52,7 milioni nel 2014/15), incidono per il 31,5% sul totale dell’attivo. Il valore netto della voce riguardante lo stadio è di £ 39.896.000 (£ 40.739.000 nel 2014/15), tale importo, valutato il base al costo di sostituzione ammortizzato, subisce l’influenza della rivalutazione effettuata nel 2009 e un’altra di importo minore nel 2014. Se lo stadio fosse stato valutato al costo storico al netto degli ammortamenti, il valore contabile netto sarebbe stato di £ 14.082.000, con un costo storico di £ 19.106.000 e un fondo ammortamento di £ 5.024.000.
Lo stadio è oggetto di un contratto di leasing con riscatto.
Le passività (Liabilities) sono pari a £ 107,4 milioni in aumento rispetto al valore del 2014/15 che era pari a £ 70 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,58.
Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,77, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.
Tale indice risulta in netto miglioramento rispetto al 2014/15, quando era pari a 0,57.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,58.

L’equity ratio è pari al 36,8%.

Il Valore della Rosa.

Il passaggio ai principi contabili FRS102 ha comportato la rettifica del valore contabile netto dei diritti pluriennali del 2014/15 da £ 23.228.000 a £ 22.896.000.
Nel 2015/16, il valore contabile netto della Rosa dei calciatori è aumentato notevolmente da £ 22,896.000 a £ 40.013.000.
La variazione è dipesa da acquisti per £ 40.815000, ammortamenti per £ 15.804.000, “impairment” per £ 2.255.000 e cessioni per un valore contabile residuo di £ 5.639.000.
L’incidenza del valore contabile della rosa sull’attivo è del 23,5%.

Dopo la chiusura dell’esercizio al 31 maggio 2016, la campagna trasferimenti calciatori ha determinato un costo netto delle transazioni per £ 47,9 milioni (£ 33,7 milioni nel 2014/15).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 62,55 milioni (£ 42,05 milioni nel 2014/15). La variazione positiva di 20,5 milioni dipende dall’utile di esercizio.

Nel 2013-2014 fu realizzato un aumento di capitale, con l’emissione di n. 106.184.965 azioni del valore nominale di £ 1.
Il patrimonio netto, essendo non negativo, è conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

La Posizione Finanziaria Netta.

Utilizzando la stessa metodologia dell’esercizio precedente, risulterebbe una posizione finanziaria netta positiva per £ 12,7 milioni, mentre nel 2014/15 era negativa per £ 5,94 milioni.


Le disponibilità liquide aumentano da £ 14,18 milioni a £ 31,1 milioni. Il debito bancario ammonta a £ 214 mila (£ 246 mila nel 2014/15).
Esistono debiti per acquisti in leasing a riscatto ammontanti a £ 18.194.000 (£ 19.874.000, nel 2014/15).
I crediti per cessioni di calciatori ammontano a £ 14.031.000 (£ 650 mila nel 2014/15).
I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a £ 24.948.000 (£ 9,3 milioni nel 2014/15).
Pertanto il saldo tra debiti e crediti per l’acquisto di calciatori è negativo per £ 10,9 milioni.

Pertanto, ai fini del Financial Fair Play, risulta un indebitamento finanziario netto inferiore al fatturato.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per £ 16.918.000.
Tale variazione è dipesa da flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa per £ 46.308.000; da flussi di cassa negativi generati dall’attività finanziaria per £ 3.953.000 (tra cui il pagamento di rate leasing per £ 3.235.000); da flussi di cassa negativi generati dall’attività di investimento per £ 25.437.000.

Nella sostanza l’attività operativa ha generato cassa e l’attività di investimento ne ha assorbito solo una parte determinando una variazione positiva delle disponibilità liquide.

La Gestione Economica.

Il fatturato netto, pari a £ 128,7 milioni, è cresciuto di £ 24,3 milioni rispetto al 2014/15. L’ aumento è dovuto soprattutto alla vittoria storica in Premier League.

 


I ricavi da gare risultano pari a £ 11,57 milioni (£ 11,7 milioni, dato riclassificato, nel 2014/15) e mostrano un decremento dell’1,14% ed un’incidenza sul fatturato del 9%.

La media spettatori è stata di 32.021 (31.693 nel 2014/15; 25.003 nel 2013/14 e 22.569 nel 2012/13), pari al 99,2% della capacità dello stadio “King Power Stadium” (32.273 spettatori).

I ricavi da media, compresi altri proventi centralizzati, sono aumentati di 22,2 milioni; precisamente da £ 72,4 milioni a £ 94,6 milioni, con un’incidenza del 73,6% sul totale del fatturato netto. L’aumento è dovuto principalmente alla posizione finale in Premier League e al maggior numero di partite trasmesse in ​​diretta.
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I ricavi commerciali aumentano da £ 20,3 milioni a £ 22,5 milioni; pertanto, segnano un incremento del 10,6% ed un’incidenza del 17,5%. Tuttavia, i ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità diminuiscono da £ 15,1 milioni a £ 14,4 milioni; mentre gli altri ricavi commerciali aumentano da £ 4,26 milioni a £ 7,19 milioni. Gli altri ricavi operativi diminuiscono da £ 946 mila £ 850 mila.

La distribuzione del fatturato, a causa del forte incremento dei ricavi per diritti TV mostra una forte dipendenza dagli stessi per il 73,6%.

 


I costi di funzionamento (esclusi i costi del personale) risultano aumentati di £ 22 milioni a £ 41 milioni (2014/15: £ 19 milioni). Tale incremento è dovuto principalmente ad un aumento di £ 11,8 milioni dei costi di ammortamento dei calciatori derivanti da un aumento degli investimenti nella squadra.

L’organico dei calciatori è rimasto invariato a 52 giocatori. I successi sportivi hanno determinato l’aumento dei costi del personale da £ 57,4 milioni a £ 80,35 milioni, a causa dei bonus.
Pertanto, il costo del personale del club, risulta in crescita di £ 22,9 milioni, segnando un incremento percentuale del 38,89%.
Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto è del 62,4% (55% nel 2014/15). Il numero dei dipendenti a tempo pieno è stato di 2223 (207 nel 2014/15), cui si sono aggiunti gli stewards per le gare con una media di 555 (495 nel 2014/15).

Le Spese amministrative aumentano da £ 2.024,000 a £ 9.548.000. Anche le spese per lo stadio aumentano da £ 3.002.000 a £ 3.444.000.

Player Trading
Il risultato del Player Trading è positivo, poiché il risultato della gestione economica dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, che è positivo per £ 10,8 milioni (£ 135 mila nel 2014/15) non è in grado di coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori pari a £ 15.804.000 (£ 7.337.000 nel 2014/15).
Durante il 2015-2016, le principali cessioni hanno riguardato: David Nugent, Chris Wood e Andrei Kramaric; mentre Ritchie De Laet è stato prestato al Middlesbrough.

La Gestione finanziaria mostra oneri finanziari netti per £ 2,1 milioni; mentre, nel 2014/15 erano pari a £ 1,83 milioni. Gli interessi passivi sui trasferimenti calciatori aumentano da £ 221 mila a £ 644 mila. Gli interessi passivi sui contratti di locazione con riscatto aumentano da £ 1,47 milioni a £ 1,56 milioni.

Il risultato netto mostra un utile di £ 20,06 milioni, mentre nel 2014/15 si era registrata un utile di £ 31,05 milioni.

La società, durante l'esercizio, ha donato la cifra di £ 2 milioni al “Leicester Children’s Hospital”. Le donazioni complessive effettuate nell’anno sono state pari a £ 2.330.000; mentre nel 2014/15, il Leicester aveva destinato in beneficenza la cifra di £ 346.000.

Il Punto di Pareggio (break-even result).

Il risultato prima delle imposte ammonta a £ 16.365.000. Nel 2014/15 il risultato prima delle imposte era positivo per £ 26,3 milioni e nel 2013/14 era negativo per £ 20,8 milioni.
La somma algebrica dei risultati prima delle imposte degli esercizi 2013/14, 2014/15 e 2015/16 è positiva per £ 21,8 milioni. Considerato il fatto che tale somma algebrica contiene dei costi non rilevanti, ai fini del Financial Fair Play dell’UEFA, il Leicester dovrebbe rientrare nei limiti della soglia di tolleranza prevista per il periodo di monitoraggio per il calcolo del  Break–even Rule.

Le Regole della Premier League e Football League.

Nel 2013/14 ci sono stati problemi con il Regolamento della Football League. Il Club ha presentato alla Football League, in relazione alla stagione 2013/14, la documentazione inerente il Financial Fair Play, nel mese di dicembre 2014. La Football League ha in seguito considerato “non conforme” la documentazione fornita.
Il Club ha contestato la legittimità del Regolamento del FFP 2012 della Championship.
Gli Amministratori credono che il Club abbia rispettato le norme di Football League FFP durante quella stagione e che nessuna responsabilità materiale possa derivare da questo accertamento.

Attualmente il club deve rispettare le norme del Financial Fair Play della Premier League

Gli Amministratori sono fiduciosi sul fatto che il Club ha rispettato le regole del Fair Play Finanziario della Premier League.

Conclusioni.

Per il 2016/17, i ricavi dovrebbero aumentare grazie agli introiti garantiti dalla partecipazione alla UEFA Champions League 2016/17.

Alla luce dei risultati del girone di andata 2016/17, sarà importante conquistare la permanenza in Premier League. 

venerdì 3 marzo 2017

Bilancio Napoli 2015/16: seconda perdita consecutiva per 3,2 milioni di Euro.



Luca Marotta


La società “S.S.C. Napoli S.p.A.” registra la seconda perdita consecutiva; infatti, ha chiuso il bilancio 2015/16 con una perdita di 3.211.239 Euro; mentre l’esercizio precedente era stato chiuso con una perdita di 13.074.596 Euro e l’esercizio 2013/14 con un utile netto di 20.217.304 Euro.

Nel 2015/16 si è registrato un aumento dei ricavi. Il fatturato netto è aumentato da € 125,8 milioni a € 144,1 milioni. L'incremento è dovuto, principalmente, ai maggiori ricavi televisivi e degli altri diritti commercializzati in forma centralizzata dalla Lega Serie A. Deloitte, nella sua classifica “Football Money League”, colloca il Napoli al trentesimo posto con 142.7 milioni di fatturato.

La perdita 2015/16 potrebbe essere spiegata anche con il problema della crescita dimensionale del club. Il volume dei costi della produzione raggiunto, pur essendo diminuito del 3,5%, necessita anche dei ricavi da Champions o di plusvalenze più elevate.

La strategia del Napoli negli ultimi sei anni ha privilegiato l’investimento in calciatori trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori che è stata di € 352,16 milioni.

Anche per il 2015/16, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2015/16, il Napoli è giunto secondo in campionato con 82 punti, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2016/17. Nella competizione Europa League 2015/16, il Napoli ha raggiunto i sedicesimi e in Coppa Italia, il Napoli ha raggiunto i quarti.

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo al riguardo. Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.
Secondo il Collegio Sindacale la perdita di esercizio non pregiudica la solvibilità e la continuità aziendale, né impone, alla luce della consistenza del Patrimonio Netto, il ricorso ad alcuno dei provvedimenti di cui all’articolo 2446 del codice civile.

Rapporti infragruppo e parti correlate.

Il Collegio Sindacale ha scritto che le operazioni infragruppo e con parti correlate sono state giudicate congrue e rispondenti all’interesse della Società. Nel bilancio è ribadito che le operazioni poste in essere con le citate Società del Gruppo di appartenenza sono state concluse in base a normali condizioni di mercato.
Dal punto di vista economico, tali rapporti hanno generato un saldo negativo per € 410.976. La Filmauro Srl ha riaddebitato commissioni fideiussorie per € 152.831, altri servizi per € 114.800 ed ha percepito “Management fee” per € 110.000, poiché, relativamente all’area gestionale amministrazione e finanza, il Napoli si avvale delle prestazioni lavorative di alcuni dirigenti della capogruppo sulla base di un contratto di “management fee”.
La Filmauro srl ha invece pagato sponsorizzazioni per € 100.000. Nel complesso il rapporto con la Filmauro Srl ha generato un saldo negativo per € 246.605.
L’outsourcing dei servizi amministrativi ha generato costi per circa € 185 mila, di cui € 160.000 (€ 157.989 nel 2014/15) da parte di Auro servizi srl ed € 25.000 (€ 24.118 nel 2014/15) da parte di Cineservices srl, poiché relativamente agli adempimenti amministrativi, fiscali e di gestione del personale, la società si avvale delle prestazioni fornite dalle società Auro Servizi S.r.l. e Cineservices S.r.l., controllate dalla Filmauro S.r.l. rispettivamente al 99% e 60%.
Dal punto di vista finanziario, il saldo crediti e debiti complessivo con parti correlate è a credito per € 228.755 (€ 1.070.218 nel 2014/15). La maggior parte deriva dal rapporto con la controllante per via dell’adesione al consolidato fiscale.
Il saldo tra crediti e debiti complessivo verso Filmauro Srl è positivo per € 900.176. Esistono crediti da consolidato fiscale per € 8.987.369 e debiti per finanziamenti infruttiferi soci per € 3.911.220 oltre ai Debiti da Consolidato Iva per € 4.285.895.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo risulta sostanzialmente invariato ed ammonta € 183,87 milioni (€ 183,8 milioni nel 2014/15). Il 32,3% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 340 mila (€ 426 mila nel 2014/15), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento (€ 153.846 nel 2014/15) risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di 19,5 milioni. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 38 (€ 104.360 nel 2014/15), con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante rappresenta circa il 67,4% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 80.667.605 (€ 49,95 milioni nel 2014/15), incidono per il 43,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 3,6 milioni (€ 13,8 milioni nel 2014/15), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 35,5 milioni (€ 38 milioni nel 2014/15).
I crediti verso la controllante, pari a € 9.153.191 (€ 10.210.326 nel 2014/15), comprendono quanto richiesto a seguito di istanza di rimborso IRES per € 2.711.227; i crediti rinvenienti dalla miglior stima della perdita fiscale per € 235.174; il credito residuo rinveniente dal trasferimento della perdita fiscale dei precedenti esercizi per € 6.008.585 e i crediti derivanti da trasferimento delle ritenute d’acconto subite pari a € 32.383 

Il Valore della Rosa.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 59,2 milioni (€ 61,15 milioni nel 2014/15). Il decremento di € 2 milioni è dovuto a investimenti per € 50,54 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 2,36 milioni, ammortamenti per € 50,12 milioni (€ 49,79 milioni nel 2014/15).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per € 352,16 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio di dimensioni pari all’Allianz Arena, per avere un’idea approssimativa.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2015/16 spiccano: Allan Marques Loureiro (Granada Club de Futebol SAD) per € 15.400.000; Elseid Hysaj (Empoli) per € 5.500.000; Chiriches (Tottenham) per € 6.000.000; Tonelli (Empoli) per € 9.500.000 e Grassi (Atalanta) per € 8.500.000.
Tonelli ha come data inizio contratto il giorno 1 Luglio 2016 e perciò non è stato ammortizzato.
Tra le cessioni spiccano: Eduardo J Vargas Rojas (TSG 1899 Hoffenheim) per € 5.500.000; Inler (Leicester) per € 4.300.000, Henrique Adriano Buss (Fluminense) per € 2.000.000 e Gargano Walter (Danubio) per € 1.500.000.
Al 30 giugno 2016 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Tonelli per € 9.500.000, seguito da Hysaj per € 9.240.000.

Dopo il 30/06/2016, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 98,6 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 89,5 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 0,3 milioni.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori per un importo pari ad Euro 88,4 milioni, oltre ad aver assunto impegni per obblighi di riscatto condizionati per 20 milioni di Euro.

Secondo gli Amministratori, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 56.030.725 (€ 59,2 milioni nel 2014/15). Rispetto al 30 giugno 2015, risulta in diminuzione a causa della perdita dell’esercizio.
Il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 30,5% del totale delle attività, ma risultano di poco inferiori al valore netto dei diritti pluriennali, poiché il rapporto tra mezzi propri e diritti pluriennali è pari al 94,63%.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 4.959 (nullo nel 2014/15). Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 272.724 (€ 2.055.068 nel 2014/15), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 115.239.403 (€ 109,1 milioni nel 2014/15) e risulta in aumento del 5,6%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 73.703.571 (€ 71,9 milioni nel 2014/15). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Come debiti finanziari esistono solo debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220. I debiti verso la controllante pari a € 4,34 milioni (€ 4,58 milioni nel 2014/15), riguardano per Euro 4.285.895 (€ 4.456.916 nel 2014/15) debiti verso Filmauro per IVA di Gruppo e per Euro 55.900 (€ 122.638 nel 2014/15) debiti commerciali.
I debiti verso fornitori diminuiscono da € 10,3 milioni a € 8,6 milioni. L’importo di Euro 838.241 (€ 793.681 nel 2014/15), riguarda debiti verso società controllate da Filmauro S.r.l..

I debiti finanziano circa il 62,7% dell’attivo.

La Posizione Finanziaria Netta.



Utilizzando il criterio del Fair Play Finanziario, alla posizione finanziaria netta che è positiva, bisogna aggiungere il saldo tra crediti e debiti con i club.
La posizione finanziaria netta è positiva per € 76 milioni (€ 46 milioni nel 2014/15), poiché le disponibilità liquide ammontano a € 80,66 milioni (€ 49,94 milioni nel 2014/15) e l’unico debito finanziario è un finanziamento soci di € 3,9 milioni.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 14,12 milioni (€ 38,8 milioni nel 2014/15). Il credito maggiore riguarda Cavani (PSG) per € 6.450.000 e Inler (Leicester) per € 2.150.00. Risulterebbe un credito verso la Sampdoria per Gabbiadini di € 3.125.000.
 I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 73,7 milioni (€ 71,9 milioni nel 2014/15). I debiti principali, al 30.06.2016, riguardano: Allan per € 10.036.765 col Granada; Higuain con il Real Madrid per € 9.737.500; Albiol col Real Madrid per € 2.600.000; Kalidou Kulibaly col Genk per € 3.220.500.
In sintesi, la posizione finanziaria netta è conforme a quanto auspicato dal regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 18,85 milioni (€ 12,2 milioni nel 2014/15) e risultano in aumento di € 6,67 milioni. Essi rappresentano circa il 22,12% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 11,17 milioni e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 3.382.497, di cui € 2.283.683 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 314.532 (€ 281.346 nel 2014/15), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.

L’incremento di disponibilità liquide è stato pari a € 30.720.042. Tale incremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 78.779.249 e da flussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 48.069.208
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi per € 43.891.303 e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi per € 34.887.946. Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 47.960.176.

La Gestione Economica.

I costi della produzione sono maggiori rispetto al valore della produzione, determinando una differenza negativa per € 3.836.944.
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, aumenta dell’ 8,3%, da € 143,4 milioni ad € 155,35 milioni; mentre i costi della produzione diminuiscono del 3,5% da € 165 milioni ad € 159,19 milioni.
In sintesi il Napoli, nel 2015/16, ha speso più di quanto abbia guadagnato, forse perché, dal 2012-2013 ha adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Il grafico mostra come l’evoluzione dei costi, soprattutto dal 2012/13, si sia adeguata all’evoluzione del valore della produzione e non a quella del fatturato netto. Tuttavia, per competere ad un certo livello, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.


Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 27%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 27% circa all’anno. Tuttavia il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è negativo dello 0,8%.

I costi della produzione, pari a € 159,19 milioni (€ 165 milioni nel 2014/15), rispetto all’anno precedente, diminuiscono del 3,5%. Il decremento dei costi è, prevalentemente, determinato dal contenimento dei costi esterni e dei costi legati all'acquisizione temporanea del calciatori.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 22,2%, mentre negli ultimi 5 anni è del 5,3%.



I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta il 92,8% del valore della produzione, mentre le plusvalenze e i ricavi da cessione temporanea calciatori rappresentano il 7,2% del valore della produzione.

I Ricavi da gare aumentano da € 14,6 milioni a € 15,34 milioni, registrando un incremento di 1,2 milioni di Euro, pari all’ 8,6%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 9,9%.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 12.6665.899 (€ 10.466.708 nel 2014/15) e abbonamenti per € 2.692.398 (€ 3.481.105 nel 2014/15). In particolare, gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono aumentati di € 5,46 milioni, da € 5,66 milioni a € 11,13 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono diminuiti da € 789.185 a € 607.019.

Le gare relative alle competizioni europee hanno apportato incassi per € 915.189 (€ 3.238.859 nel 2014/15).
La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere.

Per l’esercizio 2015/16, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6.431 unità.

Per l’esercizio 2016/17, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6 mila unità, sostanzialmente in linea.
I ricavi commerciali hanno registrato un incremento del 5,1%, passando da € 28,25 milioni a € 29,78 milioni. Essi incidono per il 19,17% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 26.000.192 (€ 20.600.776, nel 2014/15), registrano un aumento di € 5,4 milioni. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 5.720.000 (€ 5.760.000 nel 2014/15). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 1.566.949 a € 7.880.354. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 6,42 milioni (€ 6,57 milioni, nel 2014/15), i Partner commerciali con € 3,9 milioni (€ 3,64 milioni nel 2014/15) e le Altre sponsorizzazioni con € 2.062.492 (€ 3,06 milioni nel 2014/15).
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 176.000 (€ 284.470 nel 2014/15) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2015/16, i Proventi commerciali e royalties diminuiscono di 1.147.907 Euro, passando da € 7.371.576 a € 3.608.887. In particolare i proventi da licensing diminuiscono da € 5.288.407 a € 1.394.767. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 1.833.240 (€ 1.761.497 nel 2014/15).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 448.000 (€ 628.600 nel 2014/15) e riguarda i proventi radiofonici per € 350 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 98.000 (€ 328.600 nel 2014/15).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 92.697.191, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 77.137.624. L’incidenza sul valore della produzione è del 59,7%. L’incremento è dovuto ai diritti TV nazionali che sono aumentati da € 58.961.361 a € 74.947.729, quelli relativi alle competizioni UEFA restano stabili, perché aumentano di poco da € 12.327.444 a € 12.518.025, a causa della partecipazione alla UEFA Europa League. I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 472.097 (€ 1.995.819 nel 2014/15). Gli altri proventi TV ammontano a € 4.759.340 (€ 4.653.000 nel 2014/15).

La dipendenza del fatturato netto dai diritti TV è del 64,3%.






Il Player Trading.



Nel corso degli anni il Napoli, ad eccezione del 2013-2014, non è riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2015/16 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 39,5 milioni. Anche nel 2014/15 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34 milioni. Solo nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,9 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 11.206.176 (€ 11.885.912 nel 2014/15 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione pari a € 13.300.000 ed un valore contabile netto di 2.093.824. Tali proventi incidono solo per il 7,2% sul valore della produzione. La plusvalenza più elevata è stata di Euro 4.981.513 ed ha riguardato la cessione di Edu Vargas, seguita da quella di Inler per € 3.534.783.
Non sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori (€ 2.250.000 nel 2014/15).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 50.120.723, mentre nel precedente esercizio era pari a € 49.797.563, evidenziando un incremento dello 0,6%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-13, risultano in notevole aumento, poiché erano pari a € 35.633.137.
Il Napoli ha speso € 176 mila (€ 1.319.000 nel 2014/15) per il prestito di calciatori e non ha realizzato minusvalenze (€ 139.055 nel 2014/15).
Gli altri oneri da gestione calciatori diminuiscono da € 394 mila a € 413 mila.

I Costi.

I costi del personale sono rimasti stabili, variando solo dello 0,1%, da € 85.153.193 a € 85.218.526. Il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente, come nel 2014/15. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 2.012.786, da € 78,35 milioni a € 80,36 milioni.
A causa dell’avvicendamento Benitez-Sarri, i compensi contrattuali allenatori diminuiscono notevolmente da € 9.143.588 ad € 3.146.637 ed incidono per il 3,69% (11,5% nel 2014/15) sul totale dei compensi corrisposti al personale dipendente.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 4.154.615, da € 61.244.348 ad € 65.398.963.
Gli altri costi del personale, diminuiscono del 66,8%, da € 3.117.498 a € 1.036.339. Tali costi includono gli oneri per transazioni con i calciatori per favorirne il trasferimento.
Il numero medio dei dipendenti nel 2015/16 è stato di 88,23 (89,51 nel 2014/15), di cui 26,5 (27,17 nel 2014/15) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 59,12%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 54,9%.

Il Grafico seguente mostra l'evoluzione del costo del personale, dal 2005, che potrebbe far intuire il problema della crescita dimensionale del club.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,76 tale valore sarebbe ampiamente al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali diminuiscono del 4,9%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 104.322 (€ 104.322 nel 2014/15), l’ammortamento per l’avviamento ammonta a € 153.846 (€ 153.846 nel 2014/15). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 278.834 (€ 3.021.725 nel 2014/15).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 3.282.491 (€ 3.613.725 nel 2014/15) e risultano in diminuzione del 9,2%. L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 1,89 milioni, seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 1.051.940 (€ 828.724 nel 2014/15). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 240.000.

I Costi per prestazioni di servizi ammontano a € 13.577.955 (€ 15.366.586, nel 2014/15). I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), sono diminuiti da € 5,73 milioni a € 4,34 milioni. Nella voce “Costi Specifici Tecnici” sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti.

Il compenso agli amministratori come l’anno precedente ammonta a € 1.025.300.

Le poste straordinarie.

La gestione straordinaria è positiva per € 1,3 milioni. Da evidenziare il “surplus” liquidato dalla UEFA per la ripartizione dei proventi da partecipazione alla UEFA Europa League della stagione precedente per Euro 1.318.361 (€ 5.632.290 nel 2014/15, per UEFA Champions League).

Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2015-2016 risulta negativo per € 2.427.773; quello 2014-2015 era negativo per € 14.874.942, quello 2013-2014 era positivo per € 36,2 milioni. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

Per il 2016/17, non è difficile prevedere, che l’enorme plusvalenza realizzata con la cessione di Higuain alla Juventus si rivelerà molto importante per l’autofinanziamento economico del business.

Nella Relazione sulla Gestione, gli Amministratori hanno scritto che per il bilancio 2016/17, in considerazione di significativi maggiori ricavi determinati dalla partecipazione alla Uefa Champions League e le notevoli plusvalenze già realizzate durante la finestra di mercato estiva della corrente stagione sportiva e “nonostante il rilevante livello degli investimenti in essere, si può comunque ragionevolmente ipotizzare che l'andamento economico a fine periodo possa presentare una situazione di saldo positivo”.

Le strategie di crescita economica del Napoli restano invariate e punteranno sia allo sviluppo delle attività esistenti ma anche ad investire ulteriormente su settori capaci di generare proventi, “non ancora adeguatamente sviluppati o implementati”, come l’e-commerce e le "Academy".
Gli Amministratori hanno scritto che “per alimentare la citata strategia di crescita sarà finalizzato un investimento, sia in termini di implementazione della pianta organica che di acquisizione di specifici servizi, destinato a migliorare e rafforzare la presenza del Club e del relativo brand sui mercati internazionali”.

Inoltre, saranno effettuati investimenti al fine di potenziare la prima squadra e il settore giovanile, “mantenendo inalterata la filosofia dell'investimento capace di dare frutti nel tempo”.